giovedì, novembre 15, 2007

Il festival della Scienza


















Genova, citta' di mare, citta' d'arte, capitale della cultura, patrimonio dell'Unesco. Superba.
Dove potevano mai tenere una mostra dedicata alla scienza?
Ovunque tranne che a Genova, ma andatelo a dire agli organizzatori. Per me hanno fatto benissimo, perchè è una citta' che ha bisogno di essere rivalutata e poi perchè.. vabbè, meno male che l'avete scelta.
Il festival, tenutosi dal 25 ottobre al 6 novembre, ha offerto mostre, spettacoli, laboratori e casino. Mai visto tanta gente accalcarsi al centro, mai visto Genova di sera a novembre, mai visto un novembre cosi' strano. Sembrava primavera.
Per la cronaca ho visto ben poco, ma quel poco che ho visto a quanto pare meritava davvero.
Di tutte le mostre ho avuto il piacere di dare un'occhiata a quella dedicata alla vulcanologia.
Vulcani: eruzioni ed effusioni, è stata la mostra che probabilmente ha avuto piu' successo in tutto il festival. Ho dato solo un'occhiata a quella dedicata ai materiali, ma mancava il senso di meraviglia e di coinvolgimento che quella vulcanica è riuscita ad offrirmi.
La mostra non era solo una vetrina ricca di pannelli espositivi , ma un percorso alla scoperta di questi prodigi geologici accompagnati da guide esperte dell' INGV.

La cosa che pero' mi ha un po' lasciato stranito è che, vista l'affluenza di persone, scolaresche e curiosi, era consigliabile prenotarsi perchè senza guide è impossibile seguire il percorso (nonostante il 65% di stazioni informative siano state accoppiate a messaggi audio esplicativi). All'ingresso ti fermavano chiedendoti o ricordandoti la prenotazione..
Ora, scusate, capisco che siamo al festival della Scienza, ma se non si rende libero lo scibile la gente lo snobba.
E poi stiamo parlando della mostra che ha avuto piu' successo perchè piu' interessante!
Cmq vabbè, io entro di straforo grazie ad un aggancio, che mi appioppa pure la macchinetta fotografica. Da Corona a Piero Angela, o forse Alberto va', che rivalsa.

Mi anticipano qualcosa riguardo un video introduttivo in 3d (ma me ne parlano perchè a quanto pare non è che sia eccelso.. mah, per me è stato utile) e vedo arrivare gente. Un po'. Un po' troppa direi. Ci ritroviamo in ..50. Nemmeno in giro con la scuola ho mai visto un casino del genere, e non erano solo ragazzini, c'erano adulti, turisti, tutti incuriositi dall'evento.
Con fatica raggiungiamo la saletta introduttiva, dove viene proiettato il video in 3d. Con gli occhialetti. Si perchè non basta un video, ci vuole la meraviglia. Ovviamente con me il 3d ha avuto effetto di straniamento, se mi tolgo gli occhiali posso inforcare quelli 3d, se uso solo quelli 3d divento cieco.. alla fine della proiezione avevo assistito ad una simpatica versione del cinema dinamico di Gardaland, solo che mi faceva male l'occhio destro! Tra un revival del big bang ed una pioggia di asteroidi mi pareva di assistere alle prime proiezioni dei fratelli Lumiere, merito dei ragazzini che, parafrasando quello che qualcuno mi ha detto, "Sono piu' impegnati a cercare di prendere gli asteroidi che sentire la spiegazione.. ma giustamente.."
Come giustamente??
L'addetta agli occhialini Alice si fa largo nella folla cercando di recuperarli tutti, mentre il suo collega Antonio ci annuncia che, causa folla, il gruppo si dividera' in due. Ci spiega che tutti gli antipatici gli sarebbero andati appresso. E devo pure specificare in quale gruppo mi sono ritrovato??

La mostra parla di vulcani, ma i vulcani hanno bisogno di una mirata introduzione, quindi ci ritroviamo a parlare del nostro pianeta, del suo nucleo ("Si stupiscono tutti quando dico che il nucleo è composto da ferro!"), di moti convettivi che lentamente smuovono i fondi oceanici, dei cicli di calore del nucleo che riscalda il magma.. un casino. Ci vengono incontro una sezione della Terra con i moti convettivi animati da frecce, le relative divisioni interne, Antonio che dopo una rapida spiegazione ci chiede se abbiamo domande e il pulsante della spiegazione preregistrata. Che non funziona. Ma mi accontento della spiegazione dal vivo.























La stazione successiva è quella rappresentante un globo terreste diviso a placche, ma da quanto ci fanno intendere è per bambini. Peccato, a me interessava, ovviamente.
Passiamo quindi a quella successiva, riguardante (se non erro, la memoria vacilla perchè qui mi ricordo di aver cominciato a fare foto e una tizia stizzita mi ha sbottato "Eh, le foto.." A signo', che è vietato?) il fenomeno vulcanico che è presente in prevalenza tra una zolla e un'altra della crosta terrestre. Sul monitor possiamo osservare un'animazione in cui tanti minuscoli cerchi implodono seguendo un percorso come prestabilito, in corrispondenza tra una spaccatura e un'altra.
Intanto fotografo, anche se mi manca la mia amica di tanti scatti rubati. Con orrore mi accorgo che le foto senza flash fanno diventare i miei soggetti vittime della maledizione della cassetta che ti uccide, mentre il flash dona un naturale color sangue agli occhi. Previo flash da 40 megatoni.

Un rapido sguardo ai danni causati dai terremoti, che di nuovo hanno a che fare col movimento inesorabile e a volte devastante della crosta terrestre. Il plastico tanto simpatico raffigura una zona periferica, attraversata da un corso d'acqua, un'autostrada, i campi.. Una spinta decisa al plastico e subito la tragedia, i ponti crollano, la cisterna dell'acqua frana. Ecco cosa accade quando si propagano le onde sismiche e ste malefiche zolle si spostano (dei tre tipi mostratoci mi dicono che il disastro simulato era causato da uno spostamento di tipo trascorrente) .
La signora che ha spinto il plastico rimane inorridita, e mentre cominciamo ad allontanarci Antonio ci chiede di premere il pulsante rosso. Qualcuno lo preme aspettandosi una spiegazione audio. Invece rimaniamo meravigliati dal plastico che si ricompone da solo..























Successivamente cominciamo a entrare nel vivo della mostra, ci troviamo davanti ad un'altra stazione e stavolta si parla di vulcani, o meglio di fuoriuscita di magma, grazie ad uno spaccato in cui vediamo anche i fondali marini.
Finalmente! Il tutto si ricollega al grafico animato in cui abbiamo potuto osservare come in presenza di fratture sulla crosta terrestre avvengano fenomeni vulcanici e sismici.
E' ora di vedere un altro filmato. Nel frattempo si sente un sacco di chiasso, continua ad arrivare gente, e sento i ragazzini strillare, ragazzini che facevano parte del gruppo originale di 50 persone. Meno male.
Lo speaker storico di Quark, che ha firmato anche la parte audio delle varie stazioni, ci introduce ai Vulcani. Il filmato è interessante, e nella retroproiezione assisto alla replica speculare del video, sfasata, ma che colora le mura di rosso sangue, qui rosso lava. Si parla di Vulcani, come fenomeni importanti o grandi portatori di disastri.
Mi torna in mente Pompei. Non quella storica pero'...

Nella sala successiva c'è un po' di caos, dobbiamo assistere a piu' cose ma c'è ancora il gruppo di ragazzini (che avrei immolato in una riproduzione dal vivo di un vulcano..), quindi tra una richiesta di collaborazione e una preghiera nostra, veniamo fatti accomodare in una saletta in cui attravesro un vetro e, credo, un'illusione ottica avremmo potuto assistere ad una fuoriuscita di magma, grazie ad uno spaccato animato. Antonio si assicura che possiamo vederlo tutti, ci prega di usare le panche dietro di noi. Sono state messe li' per salirci in piedi, ma non tutti lo capiscono. Io ci vedo lo stesso..
Purtroppo qui ho capito ben poco, troppo chiasso, la voce di qualche animatrice si è sovrapposta a quella preregistrata della simulazione, bellissima a vedersi ma abbiamo faticato a seguirla. Improvvisamente il nostro cicerone è riapparso da dietro la tenda facendo capoccella e intonando il tormentone della serata "Allora? Ci sono domande? Dovete chiedere qualcosa?"
Non ce l'ho fatta a non sorridere.. una foto ci stava tutta! (e perchè non l'ho fatta?)

Perchè c'è stato chiasso? La colpa è della prossima postazione in cui c'è un tubo di vetro e dell'acqua all'interno. E' presente anche un piccolo vulcano.. e c'è una pompetta li' vicino. Gia' durante la tormentata visione della fuoriuscita di magma nella saletta avevo sentito un POP e strilli vari, poi ho capito perchè. La pompetta, azionata da un animatore, ci dimostra come con la pressione esercitata dalla fuoriuscita del magma il tetto della camera magmatica può cedere e può verificarsi un evento esplosivo a seguito del brusco calo di pressione che ne deriva.

Ci viene poi subito data la possibilita' di provare a capire il fenomeno vulcanico.. dall'interno!
In una semplice ricostruzione della camera magmatica (spero sia quella perchè non ne sono sicuro) potevamo osservare da dentro questo cubicolo a forma di cono il fenomeno dell'eruzione, sempre scortati dalla voce dello speaker e dai vari effetti sonori molto coinvolgenti. Il bello è che stavamo tutti morendo di caldo.. capisco la ricostruzione, ma proprio cosi' fedele dovevano crearla??








































I plastici all'esterno, per alcuni minuti ancora occupati da orde di ragazzini, rappresentano i due tipi di eruzione: esplosiva ed effusiva (vedi il titolo della mostra)
Nel primo caso è una violenta espulsione di miscele di gas e materiale solido o parzialmente fuso, frammentato a causa della espansione esplosiva delle prolveri contenute nel magma o a causa dell'istantanea vaporizzazione di acqua, nel secondo c'è l'espulsione di magma come un continuo liquido a viscosità variabile che fluisce lungo la superficie, eventualmente frammentandosi durante il cammino. I due vulcani sono ovviamente interattivi e gli animatori non vedono l'ora di farceli vedere. Ma se non erro quello effusivo aveva la cera gia' colata e soprattutto non si poteva toccare (lo hanno fatto tutti ovviamente, peggio della cera del galbanino), nel caso di quello esplosivo mi avevano assicurato un'esplosione di coriandoli. Niente, io non l'ho vista. Pero' ci credo, ce n'erano tracce ovunque..



































La penultima stazione della mostra riguarda i prodotti delle colate laviche. Antonio ci mostra queste apparentemente insignificanti pietre, ricordandoci che appena espulse saranno state intoccabili data l'altissima temperatura. Ci mostra molte rocce strane, quella che mi è piu' rimasta in mente sembra un pezzo di pane. Bruciato.
E infatti mi pare che abbia un nome simile (per la spiegazione vi rimando al commento di Antonio).
Poi sono presenti ceneri, lapilli, pomici, dai colori piu' strani o dalle forme piu' improbabili. Ci invitava a toccarli, io l'ho fatto dopo, la sensazione che si prova è molto strana.



















Ed eccoci all'ultima "fermata" di questo viaggio. O almeno, all'ultima fermata prima di cambiare guide. C'è una cartina gigante dell'Italia sul pavimento, un po' rovinata a causa di tutti i visitatori e i ragazzini che ci hanno bivaccato sopra, ed è strano vedere Anzio da li'. Mi pare di trovarmi su Google Map, solo che le texture fanno pieta'. Antonio ci chiede se riconosciamo dei punti dell' Italia in cui ci sono vulcani, attivi o no.
Il vesuvio, dicono, poi l'Etna. Io sussurro "Il lago di Albano!" ma non mi sentono.. vabbè.. e infatti qualcuno ci ricorda il lago di Albano. Osservo i due laghi e mi ricordo il maggio del 2005 a Nemi, con le fragoline e il bar antico con il juke-box.





































































Antonio ci congeda (ma ci scappano altre foto) e ci ricorda che per la parte finale potremo contare sul supporto del team dell' INGV.
Come no. C'è da fare polemica subito. Questi tizi, a parte uno che ci ha spiegato in maniera impeccabile e professionale lo studio e il monitoraggio delle attivita' vulcaniche in Italia e nel mondo, sono stati utili come una zappata sui piedi. In presenza di bambini la ragazza addetta a spiegarci l'eruzione di Pompei (non la fiction, anche se ormai io la collego a quella) è stata di una mancanza di tatto tale da rasentare la demenza. Stizzosa e scazzata non si è degnata di rendere interessante l'argomento ai ragazzini presenti, che ovviamente si erano rotti i coglioni, e ci credo. Nemmeno l'invito a osservare le colate al microscopio li' vicino ha sortito gli effetti sperati. Poi è toccato ad un certo Luigi. Mi ricordo come si chiama perchè mi pare che l'ha letto sul cartellino.
Come si chiama, appunto. E ha pure letto il pannello esposto, cambiando l'ordine delle parole ogni tanto. Certo. Cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia, e cioè la noia. Dio che palle. Mi scappava da ridere e lui ogni tanto mi guardava, forse perchè avevo l'aria di uno davvero interessato. E' che dopo 1 ora di mostra se sei bravo riesci a tenermi incuriosito, ma cosi' no.

A parte questo finale defilato, la mostra è stata davvero appagante. Un viaggio alla scoperta dei vulcani davvero ben realizzato (o riscoperta, io li avevo studiati 8 anni prima e mi sono capitati anche all'esame).
E davvero ben spiegato. E non scherzo. Credo sia necessario tenere d'occhio il festival del prossimo anno.
Io ci ritorno, voi fateci un salto!

3 Comments:

Anonymous Fra said...

Ancora in attesa dell'abstract.
Serra I Will Always Love You!

22/11/07 19:19  
Blogger francesco said...

Forse non ho tempo per farlo.
Potrei dire lo stesso di Ezmo, mi aspettavo un post e non lo vedo. Forse per lo stesso, umano e comprensibile direi, motivo.

Mi impegnero' in tal proposito, grazie...

PS Si, ho risposto in modalita' Yoghurt on, non ho resistito :P

22/11/07 19:34  
Anonymous Antonio said...

hai visto france, finalmente l'ho letto, ammazza hai fatto una telecronaca, comunque la roccia che ti ha colpito, si chiama "a crosta di pane" , in realtà è un grosso gocciolone di lava che mentre viene scaraventato in aria, prende una forma affusolata, poi solidifica una crosta che quando impattacol suolo si rompe formando le tipiche spaccature che lo fanno sembrare una pgnaotta, da li nome.

1/12/07 00:20  

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